Enrico Sebastiani Ortopedico

Dott. Enrico Sebastiani
Chirurgo Ortopedico

Foligno (PG)
Spoleto (PG)
Terni 
Porto San Giorgio (FM)

LUSSAZIONE ACROMION-CLAVEARE

La clavicola è l’unico ponte osseo tra spalla e tronco; fratture o lussazioni di quest’osso determinano alterazioni della sua funzione con ripercussionI sulla biomeccanica del movimento scapolo-toracico e della spalla.

L’articolazione acromion-claveare è il punto di contatto tra la clavicola e acromion (porzione della scapola). La lussazione di quest’articolazione consiste nella permanente perdita di contatto dei capi articolari causata dalla lesione dei legamenti che stabilizzano la clavicola alla scapola.


Quando sospettare una lussazione acromion-claveare?

Generalmente il principale meccanismo che determina queste lesioni è un trauma diretto alla spalla per una caduta o per uno scontro di gioco in sport da contatto. La scapola viene spinta verso il basso mentre la clavicola rimane ferma, stabilizzata dalla muscolatura, lacerando così i legamenti che interconnettono le due ossa.
Il dolore in genere è localizzato all’articolazione acromion-claveare; nei gradi più severi di lussazione si può apprezzare uno scalino tra i due capi ossei e la clavicola può essere spinta verso il basso come un “tasto di pianoforte”. Il paziente riferisce dolore nelle manovre di abduzione e di massima adduzione in flessione anteriore.


Come fare diagnosi?

Oltre alla visita clinica è necessario uno studio per immagini della spalla. Generalmente una semplice radiografia è sufficiente per verificare l’allineamento tra clavicola ed acromion. Nei casi dubbi si può ricorrere ad una radiografia specifica per l’articolazione chiamata “proiezione di Zanca” o ad una proiezione “ascellare”. Raramente si ricorre ad una RMN.
In base all’immagine radiografica e alla visita clinica si suddividono queste lesioni in 6 gradi.


Trattamento


Il trattamento è direttamente correlato al grado di lussazione. Nei primi gradi

si ricorre ad immobilizzazione: una settimana nel grado I o periodi più lunghi per il II grado. Tuttora non c’è accordo nella comunità scientifica su quale sia il miglior trattamento da effettuare nelle lussazioni di III grado: in genere si preferisce l’intervento chirurgico in pazienti giovani, attivi e che hanno alte richieste funzionali. Nei gradi severi è necessario ricorrere al trattamento chirurgico per ripristinare al meglio la meccanica della spalla e della scapolo-toracica.
Il trattamento chirurgico può essere eseguito sia in chirurgia aperta che in artroscopia ed i migliori risultati si ottengono se la lesione viene trattata in acuto (entro 3 settimane). Se si interviene oltre questo limite i legamenti coraco-claveari e acromion-claveari non hanno più capacità riparativa e si deve rinforzare la riparazione con tendine autologo (prelievo di tendine dal paziente stesso, solitamente dal ginocchio) oppure da tendine omologo (dalla banca dei tessuti).
Nel post-operatorio si immobilizza la spalla per circa un mese e nel mese successivo si consiglia di non elevare l’arto al disopra del piano orizzontale. Gradualmente verranno riprese le attività lavorativo/sportive

In foto il risultato di un intervento artroscopico di stabilizzazione acromion-claveare: a sinistra si può notare la perdita dell’allineamento articolare in seguito a trauma (frecce rosse) tra capo laterale della clavicola (freccia in alto) e margine mediale dell’acromion (freccia in basso). A destra il ripristino dell’allineamento articolare (frecce verdi) in seguito ad intervento di stabilizzazione in artroscopia.

Fonti:
Li X, Ma, R, Bedi A et al. “Management of Acromioclavcular Joint Injuries”. JBJS 2014; 96:73-84

Modi CS, Beazley J, Zywiel MG. et al. “Controversies relating to the management of acromioclavicular joint dislocations” bone Joint J 2013; 95-B:1595-1602

Beitzel K, Cote MP, Apostolakos J. et al. “Current concepts in the treatment of acromioclavicular joint dislocations” Arthroscopy 2013; 29(2):387-397